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Le ragazze - Emma Cline

by - 08:38


Le ragazze
di Emma Cline

Einaudi 


Traduzione: Martina Testa.
Collana: Stile Libero Big.
Pagine: 334.
Prezzo: 18€
Data di pubblicazione: settembre 2016.

Non è la prima volta quest'anno che mi capita di sentire di presunti casi letterari provenienti da oltreoceano, soprattutto se sono accompagnati da due elementi che mandano da sempre in brodo di giuggiole la critica internazionale: il fatto che l'autore sia un emerito sconosciuto e un contratto a sei cifre con la casa editrice di debutto. 
Penso ad esempio a Città in fiamme, libro di esordio di Garth Risk Hallberg (pubblicato in Italia a febbraio dalla Mondadori) che non molto tempo fa garantì al suo autore un anticipo di ben due milioni di dollari. E penso adesso ad Emma Cline, giovane ventisettenne, che ha firmato con la sua casa editrice, la Random House, un contratto di altrettanti zeri per la stesura di tre libri. Uno di questi è appunto Le ragazze, da cui sembra verrà tratta presto una trasposizione cinematografica

Siamo nell'estate del 1969 a Petaluma, una piccola città californiana, e la nostra protagonista è una giovanissima ragazzina di appena quattordici anni, Evie, colta nel passaggio verso una delle condizioni più delicate della crescita: la fine dell'infanzia. Sì, perché si fa tanto a parlare di adolescenza, ma raramente si menzionano quei terribili anni tra i 12, 13, 14 anni di piena pubertà, in cui ci si affaccia verso di essa. Lo spaesamento nei confronti del proprio corpo, dei propri desideri, della propria identità riescono ad essere tremendamente destabilizzanti, soprattutto se attorno a sé il contesto è tale già di suo. È infatti proprio questo il caso di Evie, che si prepara ad affrontare l'estate precedente alla sua iscrizione ad un collegio femminile, l'allontanamento, all'inizio non voluto, dall'amica del cuore, la separazione dei genitori e l'instabilità emotiva della madre, e in definitiva la propria immensa solitudine, pur nella sensazione di trovarsi davvero vicina all'ombelico del mondo (e tale inevitabilmente era la California della fine degli anni '60). 

Alcuni membri della Famiglia Manson nel 1971.
È proprio in queste prime quaranta pagine che la penna della Cline da il meglio di sé, rendendo inevitabilmente compartecipativo il lettore, soprattutto femminile, all'universo interiore di Evie, alla ricerca di un'identità e della ricetta giusta per stare al mondo. Non sorprende che in tali condizioni qualsiasi bellezza, che rispecchi quanto più da vicino desideriamo essere, ci condizioni e ci spinga a toccarla, ad averla, anche solo ad avvicinarsi ad essa. È così che un giorno qualsiasi al parco avviene finalmente l'incontro con "le ragazze", che, con la loro leggerezza e disinvoltura, con la loro disincantatezza nell'attraversare il mondo, colpiscono immediatamente il cuore di Evie; tra tutte soprattutto Suzanne:
Quella fu la prima volta che vidi Suzanne: i suoi capelli neri ne segnalavano, anche da lontano, la diversità, il sorriso che mi aveva rivolto era diretto e aveva un'aria di valutazione. Non riuscivo a spiegarmelo, lo strappo che avevo provato guardandola. Sembrava bizzarra e selvatica, come quelle rose che sbocciano in un'esplosione sgargiante di colore solo una volta ogni cinque anni, una provocazione smaccata e pungente che equivaleva quasi alla bellezza. E cosa aveva visto la ragazza guardando me? 
Le ragazze girano per la piccola città quasi allo stato brado. Scalze e mezze nude, frugano nei cassonetti dell'immondizia per trovare scarti intonsi di cibo, rubano la carta igienica dai negozi e viaggiano su un vecchio scuolabus tutto dipinto di nero: insieme a molti altri fanno difatti parte di una comune, che vive di sussistenza ma soprattutto di molti espedienti, illegali o meno, in un luogo abbandonato e paludoso ai confini della città. Su tutti aleggia però la figura di un leader spirituale e morale, Russell, osannato quasi come il portatore di un nuovo ordine universale; cercatore di gloria fallito, nella realtà. Sono le ragazze in particolare a subire il suo fascino, offrendogli il proprio corpo, la propria mente e la propria giovinezza, stordendosi come è ovvio di tutte le sostanze possibili che alterano la percezione. Il potere di Russell consiste nel far leva sulla solitudine di queste persone, e sulla loro vulnerabilità: sono giovanissimi e hanno rifiutato il posto che il mondo aveva offerto loro nella vita, e per questo ne vivono ai margini, ma in una condizione tale da donare loro il senso della comunità. Il riferimento, mai esplicito ma evidente, è volto soprattutto all'esperienza della famiglia Manson, e si chiarirà soprattutto nel tragico epilogo della vicenda, volutamente simile a quello perpetrato dalla The Family.

È in questo panorama dunque che viene inserita Evie. Da questo momento in poi sarà testimone di quanto accade all'interno di questa  comune, sperimentandone il senso di appartenenza e familiarità, le droghe, il sesso con Russel, quale immancabile rito propiziatorio, ma soprattutto l'amore nei confronti di Suzanne. Un amore che non è mai erotico, nonostante tutto, è l'amore di un'amica, di una sorella di cui non si riesce mai a scorgere fino in fondo l'animo, e dalla quale ci si sente tradite, ogni tanto. 
Per quanto questo debba rappresentare il cuore del romanzo, è la parte più debole della narrazione della Cline, il cui resoconto è sempre ottimamente gestito, attenzione, ma senza quell'empatia che riusciva a suggerire la prima parte del libro: lo stile è impeccabile, talmente tanto da non tradire emozioni. Credo sia evidente la differenza che passa tra l'interiorità di una qualunque ragazza quattordicenne, e la sua eccezionale esteriorità vissuta in una comune degli anni '60. La prima è sentita, la seconda è semplicemente creata ad arte.
Anche quando la narrazione raggiunge il suo acme drammatico la patina su cui scorrono le emozioni è liscia  e coerente, ma mai introiettava per il lettore:
La cosa più facile è pensare che non avrei fatto nulla, che le avrei fermate, con la mia presenza ad ancorare Suzanne al mondo degli umani. Questo sarebbe stato il desiderio, la parabola convincente. Ma accanto strisciava un'altra possibilità, insistente e non vista. L'uomo sotto il letto, il serpente in fondo alle scale: forse avrei fatto qualcosa anche'io. Forse sarebbe stato facile.
Un buon esordio certamente quello della Cline, il cui lavoro letterario deve essere stato lungo e scrupoloso, altrettanto certamente gonfiato dalla mediaticità editoriale americana, che nei suoi terribili e splendidi anni '60 vede ancora qualcosa di irrisolto, da indagare e sondare.  Attendiamo in ogni caso con attenzione la promessa triade per la casa editrice Random House.

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4 commenti

  1. Ciao Roberta!
    Quando ho sentito parlare de "Le ragazze" inizialmente ne sono stata attratta, tanto da fiondarmi in libreria per acquistarlo. Dopo aver sfogliato e letto un po' di pagine (complice anche il folle prezzo Einaudi) l'ho rimesso sullo scaffale e sono uscita con 18 euro in tasca.
    Rifuggo i casi editoriali e quei libri di cui si parla un mesetto e poi scompaiono nel nulla.
    Leggendo la tua recensione ho la conferma di aver fatto bene a non comprarlo: confesso che mi incuriosisce, ma lo aspetterò in biblioteca (come sto facendo con tutti gli Einaudi, dato il prezzo!)

    Claudia - Il giro del mondo attraverso i libri

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    1. Ciao Claudia, che piacere trovarti anche qui :) Beh sì, capisco i dubbi di fronte ai 18€. Tutto sommato devo dirti che probabilmente hai fatto la scelta più saggia. È uno di quei libri che leggi e poi abbastanza facilmente dimentichi, meglio investirli in qualcos'altro e attendere la biblioteca intanto (fortunata che hai a disposizione biblioteche così fornite!).

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  2. Ciao:) L'ho giusto regalato a mia sorella per il suo compleanno, ma ancora non lo ha letto. Mi tenta, ma preferirei che prima lo leggesse lei! Non so, a me ispirava abbastanza, la trama mi aveva sicuramente colpita. Vedremo se condividerò la tua opinione:)

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    Risposte
    1. Lo capisco anche io sono stata fortemente attratta dalla trama, e lo ammetto, anche un po' dal fatto che ne parlassero tutti in maniera abbastanza autorevole. Chissà magari tu vedrai qualcosa che io non ho visto! Fammi sapere :)

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